CARI FIGLI … CARI GENITORI … (ESSERE FIGLI, SEMPRE) – ART. 6 della CARTA DEI DIRITTI dei figli nella separazione dei genitori

Cari figli …

Dopo la separazione le decisioni importanti che mi riguardano continueranno ad essere condivise dai miei genitori?

Panta rei.

Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma!

Già il filosofo Eraclito, vissuto 2500 anni fa, aveva coniato questa celebre frase, poi formulata in chiave scientifica nel 1789 dal celebre chimico, biologo e filosofo Antoine-Laurent Lavoisier.

L’incenerimento di un pezzo di legno non comporta la scomparsa di qualcosa bensì una sua modifica. È come nel videogioco Fortnite dove si hanno tre diverse modalità di gioco (Salva il mondo, Modalità Creativa e Battaglia reale).

Con la separazione dei tuoi genitori accade proprio così.

La famiglia, dopo la separazione, non sarà certamente più la stessa ma continuerà ad esistere, anche se in “modalità gioco” diversa e con un unico filo conduttore dato dalla condivisione delle scelte che ti riguardano.

In tutte le decisioni importanti che ti riguardano, come residenza, istruzione, educazione e salute, i tuoi genitori si impegneranno ad assumerle di comune accordo, sempre tenendo conto anche di quelle che sono la tua volontà e le tue necessità.

Anche se i tuoi genitori non staranno più assieme avrai comunque la garanzia che nel loro cuore e testa tu ci sarai sempre e proprio per assicurare ciò è stata scritta nel 2008 “La Carta dei diritti dei figli nella separazione dei genitori”, composta da 10 punti.

In particolare, il punto 6 della Carta prevede proprio che “i figli hanno il diritto che le scelte che li riguardano siano condivise da entrambi i genitori nel rispetto della continuità delle loro abitudini. I figli hanno il diritto che eventuali cambiamenti tengano conto delle loro esigenze affettive e relazionali”.

Anche se i tuoi genitori si separano puoi essere certo che cercheranno in ogni modo di prendere assieme le decisioni che ti riguardano.

All’inizio il cambiamento non sarà certo facile ma, pian piano, vedrai che la tua famiglia continuerà ad esserci, anche se sarà diversa.

La risposta alla domanda che ti sei posto è pertanto “Sì!”.

Dopo la separazione dei tuoi genitori sarà come essere in una modalità di Fortnite differente da quella che hai sempre giocato ma tutte le decisioni importanti che ti riguardano saranno da loro condivise come prima.

La Pratica Collaborativa aiuta …  i figli a decidere con i genitori il proprio futuro 

Tiziana Rizzotto

 Cari genitori …

Riusciamo a continuare ad essere “genitori insieme” quando non siamo più una coppia?

Secondo Zygmunt Bauman “Il fallimento di una relazione è quasi sempre un fallimento di comunicazione”.

Quando una coppia entra in crisi, questa non coinvolge solo i partner ma spesso entra in crisi anche la relazione con i figli, a volte anche piccoli, le parti più fragili e di certo incolpevoli nel rapporto familiare.

I figli non sono terzi estranei del rapporto affettivo compromesso ma i destinatari della capacità degli adulti di continuare a prendersi cura di loro, della capacità dei genitori di comunicare per il comune interesse che è e deve essere il bene dei propri figli.

Alla luce di quanto detto, appare evidente che il comportamento genitoriale dovrebbe essere volto a mantenere una continuità di abitudini e una rassicurante quotidianità nella gestione del tempo e delle dinamiche nel rapporto coi propri figli.

E’ indubbio che per raggiungere ciò non si può prescindere da un dialogo collaborativo e costruttivo per arrivare al quale è necessario imparare a fare un passo indietro rispetto al sentire individuale a favore di una condivisione di intenti.

Se, da un lato, infatti, le decisioni che i genitori devono prendere per i figli attengono alla quotidianità, e sono rimesse alla discrezionalità di ciascun genitore, dall’altro, o meglio a monte di queste, ci sono quelle di maggior valore, di maggiore peso e impegno, come quelle relative alla salute, all’istruzione, all’educazione, e per le quali non si può prescindere dalle disposizioni normative, a cui anche i genitori si devono attenere, secondo cui la linea guida da seguire è quella tracciata delle capacità, dell’inclinazione naturale e delle aspirazioni dei figli (art. 337-ter cc).

Tutto ciò comporta che, per il districarsi nella quotidianità della gestione familiare, è necessario un adeguato e condiviso livello di libertà decisionale, e non un controllo allertato che connoterebbe tempi e spazi familiari di una fatica foriera di controproducenti tensioni.

Per le scelte di straordinaria amministrazione soccorre, invece, il criterio indicato dalla normativa, ossia quello di individuare nei figli la fonte ispiratrice delle decisioni dei genitori i quali, nell’adottarle, non potranno esimersi da un confronto basato su una competenza collaborativa.

Si tratta non solo di avere rispetto l’uno dell’altro ma soprattutto di avere rispetto e mostrare correttezza nei confronti dei propri figli e delle loro esigenze senza che questi diventino ostaggio delle dinamiche recriminatorie nei confronti dell’ex partner: la cura del figlio come priorità anche nella fase patologica del rapporto matrimoniale o di coppia in generale.

E’ chiaro pertanto che l’aver saputo portare avanti un progetto educativo comune e condiviso a monte comporta, come conseguenza immediata e diretta, scelte quotidiane che non hanno un impatto emotivo stressante e ripercussioni rilevanti né nella coppia genitoriale né nello sviluppo psico-sociale dei figli.

Il team professionale interdisciplinare ed il contesto del procedimento collaborativo rappresentano un supporto prezioso per facilitare i genitori nella ricerca di una migliore comunicazione fra loro, nell’orientare il loro sguardo verso il futuro, abbandonando le recriminazioni sul passato, per interrompere il loop della ripicca.

La Pratica Collaborativa aiuta … i genitori a condividere tutte le scelte che riguardano i figli

Anna Calanducci