Cause in calo, così l’addio diventa negoziato

“Cause in calo, così l’addio diventa negoziato”: un titolo, quello dell’articolo che il quotidiano La Repubblica ha pubblicato in questi giorni, che ci piace molto perché racchiude in tre parole la sintesi di un passaggio epocale: dalla separazione mediante decisione del giudice a quella negoziata dai diretti interessati.


Nel dare conto dell’esistenza di vari modi di affrontare una separazione, tutti alternativi al litigare in tribunale, l’articolo cita anche la Pratica Collaborativa.
Di essa vengono evidenziati i “paletti”, o meglio i principi, rispetto ad altre modalità – la necessaria formazione specifica degli avvocati, lealtà e buona fede, trasparenza e riservatezza e il divieto per gli avvocati di assistere le parti in un eventuale giudizio contenzioso fra loro nel caso in cui il procedimento non abbia buon esito. Caratteristiche che fanno di questo metodo un unicum rispetto agli altri.


Come sottolinea l’intervistata Avv. Cinzia Calabrese, primo Presidente dell’AIADC ed oggi Presidente dell’Aiaf Lombardia Milena Pini, il grande vantaggio del dirsi addio mediante una negoziazione è rappresentato dal fatto che le persone direttamente interessate restano protagoniste della loro vita futura e non é un terzo a decidere per loro.



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