GRUPPI DI COSA?

Cosa facciamo negli incontri che chiamiamo Practice Group?

Dall’esterno si potrebbe immaginare un qualcosa che sta a mezza strada tra una lobby e un gruppo di auto-aiuto. Chissà, forse l’impressione potrebbe essere un po’ “militante” e temo che qualcuno possa vederci addirittura come una specie di setta impegnata nella diffusione di una specie di fede. Magari ricordiamo i vecchi gruppi di autocoscienza, o appariamo come un circolo esclusivo di chissà che.
Invece, semplicemente, andiamo in palestra.
Tutti i professionisti di una certa appartenenza territoriale mantengono un appuntamento mensile per allenarsi a quello che poi dovranno fare nel lavoro, quando si occuperanno di casi collaborativi. Non solo autoformazione, quindi, ma proprio palestra, nel senso di attivazione dei “muscoli”, dei riflessi, delle capacità e della resistenza nella collaborazione leale e trasparente.
Collaborare non è facile per nessuno ed è una competenza lontana da quella alla quale gli avvocati si sono inizialmente formati, cioè vincere. Anche gli psicologi e i mediatori hanno necessità di definire il loro ruolo all’interno della Pratica, mentre i commercialisti – oltre ad allenarsi – discutono di come possono mettere le loro competenze al servizio di questo modello anche al di fuori della famiglia, e come possono costruire le nuove forme di cooperazione nel mondo societario, che si intravedono, ricche di potenzialità interessantissime.
Ciascuno con le proprie preferenze, ambizioni, difficoltà, paure, entusiasmi e convinzioni … con tutto questo, ci chiediamo: come possiamo andare al di là di ciò che abbiamo fatto fino ad ora per essere allenati a collaborare nei casi che si presentano nella nostra professione? Come possiamo combinare insieme tutti i nostri diversi modi di essere per essere tutti in grado di creare un buon team nel momento in cui nel lavoro di gruppo includeremo i nostri clienti?

Ecco, questo è un Gruppo di Pratica: studiare, approfondire e condividere, amicizia, momenti di caos, un po’ di difficoltà, un po’ aspirare a cambiare il mondo, ma soprattutto aspirare a migliorare noi stessi.

A volte mangiamo qualcosa insieme mentre dialoghiamo, anche disordinatamente, oppure saltiamo i pasti per trovarci in pausa pranzo a lavorare concentrati, disposti in cerchio, al nostro impegno di cambiamento. Chi voglia venire a curiosare è il benvenuto, e cosi abbiamo spesso ospiti esterni. Ogni anno nominiamo un nuovo coordinatore, e anche questo aiuta a far girare l’energia. Insomma, siamo professionisti in movimento e cerchiamo di viaggiare insieme per diventare sempre più bravi nella collaborazione, anche nella pratica e non solo nella teoria, ecco tutto.