LE STANZE DI CONFRONTO: CONVERSAZIONE “D’ISTANTE”

Inutile dire come l’emergenza Covid-19 abbia travolto tutti noi, modificando nel profondo le nostre vite, stravolgendo abitudini e consuete modalità di affrontare le incombenze quotidiane personali e lavorative.

Tuttavia, in questo “tempo nuovo”, in cui la tentazione, certo legittima, poteva essere quella dell’attesa, della sospensione consapevole delle attività “rinviabili”, AIADC ha ritenuto invece di esserci e di rendere proficuo questo tempo, sperimentando modalità nuove di interazione tra i soci e per i soci.

L’esperienza dei primi dieci anni di attività della nostra Associazione, che ha portato molti noi ad una personalissima rivoluzione anche nel modo di approcciarsi alla professione, ci ha naturalmente condotto a sperimentare, con sorprendente soddisfazione, approcci nuovi di interazione tra professionisti e con i nostri clienti.

Questo considerevole bagaglio di esperienza personale e collettiva, ci ha quindi trovato pronti ad affrontare nuove sfide e ci ha consentito, in modo del tutto naturale, di essere pronti e reattivi, anche in questa situazione di crisi assolutamente inedita.

E grazie alla disponibilità dei formatori, che hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa, mettendo a disposizione le proprie competenze ed alla pronta ed ampia partecipazione dei soci, si è così sperimentata una modalità nuova di partecipazione alla vita associativa che potrà essere replicata in futuro e potrà costituire un ulteriore significativo bagaglio di esperienza, per ciascuno di noi, da valorizzare anche dopo e, a prescindere, dalla pandemia.

Sono state offerte ai nostri soci delle stanze virtuali all’interno delle quali  ciascun formatore ha aperto un confronto su determinati argomenti.

Silvia Cornaglia con la stanza intitolata A che cosa serve l’esperto finanziario? ci ha proposto una riflessioni intorno al perché, quando e come proporre la figura dell’esperto finanziario sulla base delle nostre esperienze.

Cristina Mordiglia nella stanza intitolata Il ruolo del practitioner collaborativo ai tempi dell’emergenza ci ha fatto ragionare su come i valori fondativi della nostra formazione siano la risorsa per gestire le nuove incertezze.

Francesca King nella stanza intitolata Diritto e pratica collaborativa ci ha raccontato quando e come portare il diritto nella pratica collaborativa: quando è necessario, quando è utile, quando è pericoloso

Andrea Salza con la stanza intitolata Il ruolo del facilitatore della comunicazione ci ha aiutato a definire di una cornice più chiara del ruolo del facilitatore alla luce delle nostre esperienze italiane.

Chiara Michelagnoli con la stanza intitolata Il “costo” della pratica collaborativa ha proposto un confronto su come affrontare la questioni dei costi della pratica collaborativa con il cliente. Un costo, un investimento?

Simona Ardesi con la stanza intitolata E’ davvero il cliente a scegliere la pratica collaborativa? ha aperto una riflessione sulla costruzione di un rapporto di fiducia tra l’avvocato ed il proprio cliente e viceversa.

Isabella Gandini con la stanza intitolata Posizioni versus Bisogni ci ha spiegato come far emergere i bisogni sottostanti alle posizioni e come lavorare bene in team.

Armando Cecatiello con la stanza intitolata  L’Impasse nella Pratica Collaborativa ci ha, infine, dato utili suggerimenti su come sia possibile uscire bene dall’Impasse e proseguire con fiducia la pratica.

 

Confidando che questa, come le altre attività che l’Associazione sta programmando, possano rappresentare un’opportunità per affrontare in modo proficuo questo “strano tempo”, l’auspicio è di tornare quanto prima ad irrinunciabili incontri non solo virtuali.